Parti di ricambio stampate in 3D: un esempio
Una delle richieste che riceviamo più spesso riguarda la realizzazione di pezzi di ricambio: oggi vi raccontiamo come portiamo a termine questi lavori, prendendone come esempio uno che riteniamo fra i più interessanti.
1. Il problema
A forza di lavorarci, tuttavia, la parte centrale ha iniziato a rovinarsi – e in alcuni punti addirittura a rompersi – come si può vedere bene dalla foto seguente, in cui vediamo il pezzo smontato: vi sono segni di riverniciature e di rivestimenti con pellicola adesiva, oltre alla parte con i tre fori per i quadranti che è stata realizzata a parte e incollata provvisoriamente.
«Non sarà facile, ma si può fare. Puoi lasciarci il pezzo per un giorno o due, così lo misuriamo?»
– «Certo, grazie!»
«Grazie a te, poi ti chiamiamo appena è pronto quello nuovo»
2. Rilievo e progettazione
A questo punto si passa alla modellazione 3D: con un software CAD si disegna l’oggetto in tre dimensioni, inserendo tutte le misure ottenute in precedenza.
Molti pensano che i modelli 3D si ottengano facendo fare il lavoro a uno scanner, ma non è quasi mai così. Il motivo è molto semplice: se faccio la scansione di un pezzo rotto, ciò che otterrò sarà il modello 3D di… un pezzo rotto. Il computer non è così intelligente da capire che forma e che aspetto dovrà avere quello nuovo, per cui bisogna armarsi di pazienza e disegnare ogni linea, angolo, foro e tutto il resto esattamente nel modo in cui li vorremo ottenere nell’oggetto stampato.
Vi sveliamo un segreto: il difficile in questi casi è più che altro iniziare. In genere si cerca di identificare dei volumi elementari che compongono l’oggetto, per poi aggiungere i dettagli su di essi.
Questo cruscotto però è dotato di molti incastri ed elementi che devono combaciare con altre parti dell’auto, quindi bisogna fin dal principio tenere conto anche di tutte queste piccole parti e del loro posizionamento.
Il modello 3D così disegnato viene infine paragonato con l’oggetto originale, controllando che non vi siano discrepanze.
Quando si è sicuri che tutto coincida, si può finalmente passare alla stampa.
3. La stampa
Nel momento in cui stavamo lavorando su questo progetto non avevamo in mente di scriverne il resoconto che state leggendo, quindi sfortunatamente non abbiamo foto o video del cruscotto nel momento in cui stava venendo stampato.
Considerate le dimensioni (circa 40cm di larghezza) e la precisione necessaria è stata una stampa piuttosto lunga, la stampante ha impiegato oltre 30 ore per produrre il cruscotto.
Una volta estratto il pezzo dalla stampante rimane da fare solo un po’ di post-lavorazione: rimuovere i residui di materiale, carteggiare eventuali imperfezioni sulla superficie e infine ricoprire quest’ultima con uno spray protettivo.
Qui potete vedere il cruscotto finito: la forma è identica a quella dell’originale, in modo da adattarsi perfettamente una volta montato. Le modifiche richieste dal proprietario sono state integrate direttamente in fase di progetto, per cui a differenza di prima ora è tutto un pezzo unico: solo un esame attento potrebbe rivelare che in realtà non si tratta di un pezzo di serie.
Se vi è piaciuto questo piccolo riepilogo fatecelo sapere, cercheremo di aggiungerne altri relativamente ai progetti più interessanti.
Nel caso voleste approfondire l’argomento e imparare a fare voi stessi un lavoro di questo tipo, ricordate che possiamo insegnarvelo direttamente: organizziamo periodicamente i nostri corsi di progettazione e stampa 3D!
